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Sep 06, 2008
No CommentsIl silenzio è d’oro….?
Buongiorno a tutti!!!!!!Aiutateci!
Invito a leggere e commentare il mio blog che racconta alcune realtà malate della sanità genovese…..specialmente di un licenziamento per (in)giusta causa dichiarato illegittimo, ma con sospensiva di reintegro!Oltre ai fatti politici e lavorativi….è un caso umano!
Mi rivolgo al popolo di 105, in quanto da anni i media e non solo tacciono a proposito…..sarà che c'è di mezzo un ospedale della curia con come presidente M.S.Bagnasco?
Scrivete, commentate, fate segnalazioni……aiutate a dar voce a questi scandali da troppo ignorati!
fiducioso di ricevere molti messaggi, ringrazio tutti!
spero che se ne interessi pure la redazione, dimostrerebbe che non tutti i media sono il braccio armato di penna e microfoni gestiti da pochi e potenti.
Federico
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Sep 03, 2008
No CommentsLA VICENDA
Mi chiamo Angelo Patrone e dal 1991 lavoro come Neurologo presso la Struttura Complessa di Neurologia del Galliera. Pur tra crescenti difficoltà, la qualità del livello assistenziale medico ed infermieristico, nonché la gestione organizzativa del Reparto si sono mantenute a buon livello fino al 2000, anno in cui è stato nominato Primario (oggi: Responsabile di Struttura Complessa) il Dott. Sandro Ratto.
Il nuovo primario, infatti, ha fin da subito ed ovviamente con l'avvallo della Dirigenza dell'Ospedale, impostato una gestione sempre più caratterizzata dall'accentramento nelle sue mani di ogni tipo di decisione e di iniziativa, dalla più banale alla più rilevante, esautorando di fatto gli altri Dirigenti Medici (come il sottoscritto) dalle funzioni insite appunto nella figura del Medico Ospedaliero. Nel mio Reparto, ormai, è il Primario a decidere tutto: ricoveri e dimissioni, percorsi diagnostici e terapeutici, colloqui con i parenti dei ricoverati etc., mentre gli altri Medici sono relegati al ruolo di meri esecutori, "valletti"al servizio del "Capo". Persino il giro-visita è diventato, in pratica, una sorta di visita personalizzata del Primario il quale, al letto di ogni singolo malato, ri-esegue quello che già gli altri Medici hanno fatto, e cioè l'anamnesi, l'esame obiettivo, l'inquadramento diagnostico ed infine la prescrizione della terapia, molto spesso modificando quanto precedentemente impostato dal Collega. I rapporti con i famigliari dei pazienti (la maggioranza dei pazienti neurologici sono anziani eo non perfettamente lucidi) poi, sono diventati fin dal primo momento un'assoluta prerogativa del Primario, il quale avoca a se ogni tipo di contatto con i parenti in tutte le fasi del ricovero.
Se tutto questo accade per la routine quotidiana spicciola del lavoro, si può facilmente immaginare come sia assolutamente prerogativa del Primario gestire le decisioni che riguardano gli aspetti più importanti dell'organizzazione del lavoro. Qualunque tipo di decisione, in sostanza, non viene mai discussa collegialmente, o, quanto meno, esposta preventivamente ai diretti interessati, bensì imposta a posteriori e senza alcuna possibilità di parola.
Per raggiungere lo scopo del controllo assoluto del Reparto (scriverò dopo le reali motivazioni), oltre che sul versante Medico, il Primario ha dovuto intervenire anche su quello infermieristico. Allorché è stato deciso il dimezzamento dei posti-letto della Neurologia ed è stato conseguentemente realizzato nel 2004 l'accorpamento in unica corsia dei Reparti Donne ed Uomini, si è sciaguratamente provveduto ad allontanare quasi per intero il Personale infermieristico in Servizio da molti anni in Neurologia, composto forse dai migliori elementi presenti al Galliera però, proprio per questo, sicuramente ritenuti "scomodi" in quanto dotati di personalità. E' stato perciò scelto come Caposala il Sig. Franco Traverso il quale, come esperienza precedente, poteva vantare di essere stato rimosso dall'analogo ruolo presso la Rianimazione , a causa dell'enorme malcontento suscitato nel Personale di tale Reparto (se ne erano andati via tutti!). Bene, dal 2004 ad oggi, se ne sono andate circa 30 infermiere, esasperate dalle modalità autoritarie e punitive utilizzate dal Caposala il quale, in buona sostanza, agisce in modo parallelo e simbiotico con il Primario.
Oltre agli aspetti sopra descritti, merita di essere segnalata a questo punto anche la realtà logistico-strutturale del Reparto di Neurologia al Galliera. Infatti, accanto alla già infelice ed alquanto deprimente sistemazione nei fondi dell'Ospedale della corsia, si è affiancata da alcuni anni anche la presenza, a non più di 10- 15 metri , delle cucine che preparano, oltre ad i pasti per l'Ospedale, anche quelli per le mense del Comune di Genova (scuole, asili, etc.). Si può facilmente comprendere cosa comporti la commistione di due entità totalmente disomogenee come un reparto ospedaliero di Neurologia (ictus, tumori cerebrali, Alzheimer etc.) e tutto il processo della preparazione, movimentazione, smaltimento, manutenzione di una "ristorazione" .
Nel corso di questi anni ho più volte tentato di aprire un dialogo costruttivo con tutti i miei interlocutori designati, e cioè innanzitutto il Primario, e poi i vari Capi del mio Dipartimento, i Direttori Sanitari, i Direttori Generali. Ho segnalato quello che, a mio avviso, poteva essere migliorato o doveva essere corretto sia nell'organizzazione del lavoro, sia negli aspetti igienico-strutturali, sempre e soltanto nell'interesse del Reparto.
Ebbene, non ho mai ricevuto NESSUNA risposta. Cioè, non è che io abbia ricevuto delle risposte negative, magari corredate da qualche motivazione, no: nessuno mi ha mai risposto, nessuno mi ha mai interpellato per commentare, anche sbrigativamente, ciò che andavo dicendo o scrivendo. Il silenzio assoluto.
Ad un certo punto, visto il peggioramento della situazione sia dal punto di vista generale del Reparto, sia da quello della mia realtà lavorativa, ho iniziato a promuovere una serie di azioni di segnalazione dei malfunzionamenti e disservizi con lettere protocollate (quindi documenti ufficiali) indirizzate alla Direzione dell'Ente. Infine, perdurando il silenzio assoluto già descritto, ho promosso causa per Demansionamento, prima, e per Mobbing, poi ( dall'inizio del 2005 ).
Come ho detto in precedenza, la gestione del Reparto di Neurologia, da quando è Primario il Dott. Ratto, è divenuta assolutamente verticistica ed esclusiva. In un primo momento, ho pensato che tale situazione fosse determinata dalle caratteristiche peculiari della persona, evidentemente molto accentratrice e per nulla incline a delegare ad altri una parte del "potere" decisionale, cioè che si trattasse solo di un problema di "carattere".
Nel 2004, però, quando il Dott. Ratto ha iniziato ad inviare tutta una serie di pazienti che necessitavano di riabilitazione post-ricovero non già all'interno del normale circuito di RSA genovesi o comunque liguri, ma ad un istituto privato accreditato in Lombardia (Villa Esperia sito a Salice Terme -PV), ho iniziato a mettere a fuoco che i comportamenti e le conseguenti azioni messe in atto dai "vertici" del Reparto (Primario e Caposala) erano volte a realizzare una sorta di gestione di tipo "privatistico" della Neurologia con l'utilizzo, però, delle strutture e del Personale (Medico ed Infermieristico) pubblici. Ho capito il perché sia i Medici, sia gli Infermieri, dovevano essere esclusi da ogni tipo di partecipazione "attiva" al lavoro di corsia, ovviamente per non interferire.
Credo che si comprenda come un simile tipo di gestione non possa che portare, già nel breve periodo, a pessimi risultati dal punto di vista della "Qualità" assistenziale, tenendo conto del clima di scontento e demotivazione generale presente.
Nel Maggio 2006, in vista dell'imminente tentativo di conciliazione previsto per la causa per Mobbing, mi reco dal Direttore Generale Dott. Adriano Lagostena, nominato nel 2005, per tentare di illustrargli la situazione, della Neurologia e mia personale, che mi aveva appunto portato a proporre azione legale (non avevo fino ad allora mai incontrato il Dott. Lagostena). Nel corso di tale e per altro breve colloquio, a conferma delle mie tesi circa la gestione del Reparto, consegno al D.G. un elenco di pazienti trasferiti direttamente dalla Neurologia del Galliera a Villa Esperia, l'istituto privato ma accreditato di Salice Terme e, quindi, fuori regione Liguria, manifestandogli le mie perplessità su questo tipo di operazioni che, in sostanza, vanno ad arricchire un soggetto privato (anche se tramite il fondamentale istituto dell'accreditamento per cui non è il paziente a pagare la retta ma la Regione di appartenenza e cioè la Liguria ) quando, presso lo stesso Galliera con il Reparto di Cure Intermedie e presso il territorio del Comune o della Provincia di Genova con le RSA presenti, esiste la normale rete assistenziale per quel tipo di pazienti. Inoltre, quando i pazienti vengono dimessi da Villa Esperia e tornano a Genova, non si trovano inseriti negli elenchi regionali liguri per proseguire l'assistenza necessaria.
Scoprirò successivamente che il proprietario di Villa Esperia, Dott. Giuseppe Croce Bermondi, è nato e risiede a Genova, e, a detta del Dott. Ratto (affermazione fatta nella sala medica del Reparto di Neurologia del Galliera davanti al sottoscritto ed al Dottt. Giovanni Ajmar) " E' persona perfettamente conosciuta (dallo stesso Dott. Ratto) ed inoltre sta realizzando dei progetti e dei programmi con la Direzione del Galliera".
Il 21 Luglio u.s. ricevo una lettera raccomandata dal Galliera con cui l'Amministrazione dell'Ente mi informa di avere promosso, nei miei confronti, il procedimento che prevede il licenziamento per giusta causa, contestandomi l'addebito di avere eseguito, negli ultimi due anni, alcune visite in regime di libera professione intramuraria presso la Clinica Montallegro sotto timbratura oraria al Galliera. Inizia, quindi, la vicenda relativa al mio licenziamento che vede il Comitato dei Garanti nominato dalla Regione esprimere, in data 22 Dicembre 2006, parere conforme alla proposta di recesso formulata dall'Ente. Nel rimandare alla consultazione del voluminoso dossier relativo, in questa sede mi preme ricordare che, fino ad ora, non mi è stato concesso, dai regolamenti del Comitato dei Garanti e dal comportamento dell'Amministrazione del Galliera, di poter far valere le mie ragioni attraverso un contradditorio accusa-difesa non previsto dalle "regole" intrinseche a queste fasi della procedura. Solo al momento in cui mi rivolgessi al Tribunale del Lavoro, infatti, potrei finalmente esercitare sul serio il mio diritto alla difesa e, nel caso specifico, dimostrare come l'accusa nei miei confronti sia totalmente priva di prove, spacciando, il Galliera, come effettivi orari di inizio delle mie visite, l'elenco delle prenotazioni, elenco che non tiene conto di disdette, rinvii o spostamenti!
Inoltre, segnalo che, qualora appunto il Tribunale non riscontrasse l'esistenza della giusta causa per il licenziamento, mentre un normale dipendente verrebbe immediatamente reintegrato, io, in qualità di Dirigente, avrei diritto esclusivamente ad un indennizzo economico.
Come ho già detto, il 22 Dicembre il Comitato dei Garanti esprime ufficialmente il parere conforme alla proposta di licenziamento. A questo punto, perciò, io aspetto che la Direzione del Galliera mi comunichi ufficialmente l'attuazione del provvedimento.
Il 30 Dicembre trovo nella cassetta della posta una raccomandata del Galliera che, ovviamente, penso contenga il provvedimento di licenziamento. Invece, con mio grande stupore, apprendo che l'Ente ha aperto un secondo procedimento per licenziamento per giusta causa,questa volta formulato in base ad una segnalazione del mio Primario in merito al mio presunto comportamento "disfattista e di sabotaggio del lavoro" tenuto in data 6 Dicembre 2006 in occasione del giro-visita
Attualmente io sono in ferie sino al 7 Gennaio. Poi, in qualche modo, dovrò recarmi sul posto di lavoro, in attesa che da un momento all'altro mi arrivi o l'ufficialità del licenziamento, o qualche altra proposta in tal senso per qualche altra gravissima irregolarità che, nel frattempo, avrò compiuta.
Credo che il Galliera, nei suoi 119 anni di gloriosa storia, non abbia mai licenziato nessuno.
Questi, sommariamente, i fatti.
Sono convinto che l'accanimento mostrato contro di me dall'Amministrazione del Galliera, sia dettato dalle posizioni, apertamente contrastanti, che ho manifestato in questi anni nei confronti della gestione del Reparto di Neurologia. In particolare, sono convinto che le proposte di licenziamento siano in relazione alle azioni legali che ho, nel tempo, promosso contro il Galliera, e,soprattutto, alla mia denuncia dell'esistenza di un assai probabile interesse di tipo privato alla base di tale gestione.
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Sep 03, 2008
No CommentsLETTERA APERTA AI GIORNALI
Lettera aperta ai giornali
23 dicembre 2006
Mi hanno detto che si tratta del primo caso in Italia. Stento a crederlo ,come stento a credere che si tratti proprio di mio marito.
Abbiamo avuto ieri mattina a mezzogiorno la notizia, confezionata con gli auguri di buon natale. Ad offrircela è stato il Comitato dei Garanti della Regione Liguria che ha confermato la richiesta inoltrata dallo spettabile Ente Ospedaliero Galliera nella persona del direttore generale Adriano Lagostena fin dal 21 luglio del 2006.
Abbiamo lottato da allora. Mio marito è stato più volte invitato ad inginocchiarsi e a chiedere perdono per il male fatto all'Ente. E' stato indicato come la "mela marcia", la persona con la "p" minuscola, l'esempio da dare a tutti quelli che avrebbero voluto alzare la testa.
Angelo è medico neurologo, lavora , lavorava, al Galliera dal 91. Le cose , nel corso degli anni, sono cambiate, così come è cambiato l'ospedale che si è trasformato da ente umanitario in azienda economica, direa quasi puramente economica. Angelo si accorge di tante cose che apparentemente sembrano solo sbagliate e che vanno principalmente a discapito del paziente. Purtroppo si renderà conto che le questioni non sono solo " economiche" ma politiche e ne avremo conferma con il licenziamento.
Tenta dal 2001 di comunicare con la direzione dell'Ente, di farsi portatore di informazioni utili per una ( a parer suo) migliore gestione. L'Ente non risponderà mai alle sue richieste di audizione adottando il sistema" della non curanza è il maggior disprezzo".
Sarà fatto oggetto in seguito di vessazioni dal suo primario ,dal suo capo dipartimento ed infine dal direttore generale Lagostena. Gli verrà confezionato un bell'abitino su intrecci fra orario di lavoro al Galliera e libera professione alla Clinica Montallegro per inviargli il recesso per giusta causa a cui ieri il comitato dei garanti a dato parere favorevole.
A nulla sono valse le lettere della Montallegro in cui si scriveva che loro non possono fornire gli orari di visita ma solo le prenotazioni e che gli incroci , validi per tre giorni in due anni (2005, 2006) non potevano essere da loro supportati. Viene sfruttata dall'ente una dimenticanza della montallegro che non cita nella corrispondenza una delle tre lettere inviata al Galliera in cui purtroppo per molta leggerezza, anzichè scrivere prenotazioni, scrivono orario di visita.
Ieri pomeriggio, ho passato tre ore, alla Montallegro, chiedendo per l'ultima volta di volere rettificare anche questa lettera. Mi sono accorta, per loro stessa ammissione ( Berti- Riboli, Grasso) che quella lettera, gli era sfuggita, perchè il Galliera non gliela aveva menzionata.
Si sono scusati, hanno detto che provvederanno, tramite il loro legale a scrivere, hanno ulteriormente confermato di aver sempre e solo fornito orari di prenotazione che non possono in alcun modo essere presi a prova dell'avvenuta visita. Ci hanno, a loro modo tranquillizzati, dicendo che faranno tutto il possibile, ma che non possono perdere le convenzioni.( I tempi sono difficili per tutti). Nel frattempo e a causa di cose affrettate e leggere noi sotto l'albero di natale , ai nostri figli metteremo la lettera di licenziamento di un dirigente medico, primo ed unico in Italia, che non ha nemmeno la possibilità di ricorrere al tribunale del lavoro per la reintegrazione perchè così prevede il contratto nazionale di lavoro della Dirigenza di qualsiasi tipo sia.
Dalla nostra parte la vaga sensazione di aver voluto fare qualcosa con coscienza a tutela dei pazienti ,che Angelo sia stato ritenuto scomodo ed eliminato con scuse prive di fondamento ma forti perchè gestiti da Curia e Politica, tutte e due con le "lettere maiuscole"
Grazie per l'attenzione
Elena Schiavo
convivente del Dott. Angelo Patrone
ex dirigente medico dell'ospedale Gelliera
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Sep 03, 2008
No CommentsSoldi pubblici
CHE FINE FANNO I SOLDI PUBBLICI?
Ho appreso, leggendolo sul secondo rapporto "Ospedali e Salute" edito da Franco Angeli, che l'onere statale a favore del settore privato accreditato, ha subito una variazione in diminuzione rispetto agli anni successivi al 1999 (8,9%). Dopo tale data, l'onere per il settore privato accreditato, rispetto al totale della spesa ospedaliera, è rimasto bloccato al 7,9% negli ultimi due anni, passando così di fatto ad una riduzione dell' 1% da calcolarsi su milioni di euro.
Questa diminuzione di corrispettivo da parte del Servizio Sanitario Nazionale ha costretto le Regioni ad una riduzione del Budget che ha creato come prima drammatica conseguenza una riduzione di fatturato e volume di attività delle varie case di cura accreditate allo stesso SSN.
La prima a risentirne in modo vistoso è stata sicuramente Villa Chiara di Firenze di proprietà del Dr. Emmanuel Miraglia, presidente uscente dell'AIOP nonchè presidente della GIOMI spa, che si è visto costretto ad una riduzione drammatica di posti letto e tagli del personale già nel dicembre 2005.
Sottolineo che non ho nulla in contrario alle strutture private accreditate, che sarebbe bellissimo poter usufruire liberamente di case di cura private e accreditate, che sul piano ideale sono in perfetto accordo con l'AIOP e che è un vero peccato che non sia dato il giusto rilievo pubblicitario ed informativo per il cittadino medio che nulla conosce o quasi a questo proposito.
Sicuramente la cosa che più mi è chiara ad oggi è che:
1) Sono previsti o già applicati altri tagli e che il budget della Regione è sempre più limitato
2) Le Case di cura private hanno avuto ed avranno altri ingenti danni economici e per riparare "al maltolto" dovranno "procacciarsi" presso altre Regioni, oltre quelle di appartenenza, un sempre più fornito numero di pazienti che possa loro consentire di far fronte al mantenimento dei posti letto e dei dipendenti assunti in un periodo sicuramente più florido
3) Che molte case di cura hanno fatto già ricorso a questa forma di "procacciamento" di risorse avvalendosi della collaborazione, che spero tanto sia stata gratuita, di persone e strutture collocate nella migliore posizione di "caccia"
4) La Liguria è un bel bacino di utenza data l'età media della popolazione
5) Chi ha tentato di segnalare tutto questo, non solo non è stato ascoltato, ma decapitato tramite lo strumento di un licenziamento che ad oggi risulta ancora essere illeggittimo e a cui ci opporremo con tutte le nostre forze.
Ribadisco di essere assolutamente in accordo con una gestione mista della assistenza pubblica, tuttavia non sono d'accordo su chi chiude gli occhi di fronte a persone che si arricchiscono, magari non solo in denaro, intrufolandosi nelle falle di un sistema che chiederebbe maggior attenzione, con le stesse qualità e professionalità di galli da cortile che si spartiscono il poco becchime rimasto.Commento: Nel corso delle mie indagini intorno al soldo pubblico mi sono dovuta rendere conto che questa è solo una piccola parte e per di più di bassissimo livello dello spreco dei nostri soldi.
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Sep 03, 2008
No CommentsE FU MENSOPOLI
E DOPO FU MENSOPOLI….
….spero che a breve si concludano le indagini della Guardia di Finanza che da novembre lavora alacremente al caso "Galliera". Indagine importante, con risvolti privati e pubblici che emergendo ( se emergeranno) saranno di notevole interesse politico, economico e religioso. Indagine che per le motivazioni che ho elencato non sono semplici e richiedono tempo. Noi ( mio marito ed io) sappiamo aspettare e sappiamo anche che non ci faremo fermare da nulla e nessuno, tanto quello che era da perdere è stato già perso. Ho un ultimo desiderio: convincermi nuovamente che la stampa sia libera, sia libertà di pensiero e di azione e non il braccio armato di penna di un potere molto, ma molto corrotto.
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Sep 03, 2008
No CommentsRiflessioni
RIFLESSIONI
Angelo non viene " trombato" perchè voleva il primariato della neurologia, Angelo non ha mai fatto cose che potevano servire alla sua carriera.
Quanto è successo lo si deve all'indifferenza che da qualche decennio avvolge gli ospedali, dove il medico è più un burocrate, un passacarte, un venditore di farmaci.
Angelo, come spesso dice lui, è un nessuno, che ha fatto il medico perchè figlio di un medico che è cresciuto all'ombra di quel rapporto magico fra medico e paziente in cui ha sempre creduto.
L'ho visto muoversi nelle vicende che lo hanno portato a questa assurda conclusione per anni. L'ho visto fare inutili segnalazioni per una cucina che serve pasti a tutti i bambini delle scuole di Genova, ai malati e alla mensa ospedaliera ,collocata a 15 metri da un reparto neurologico, ha segnalato più volte che non si possono scaricare derrate alimentari alle tre del mattino affianco a persone che hanno il diritto di riposare e di essere accuditi.
Mi sono domandata personalmente più volte perchè non fosse il suo primario o il suo capo dipartimento a farlo.
Poi altre segnalazioni di disservizi, di cose gravi, ancora più gravi di questa.
L'effetto che ha ottenuto è stato quello di essere emarginato, demansionato, mobbingzato, fino al licenziamento.
L'accusa è stata totalmente costruita e totalmente appoggiata,perchè Angelo è un "insetto fastidioso" e loro, gli altri, uomini in carriera con appoggi clericali e politici importanti, ai quali viene consentito di coltivare il proprio orticello a discapito di chiunque dal paziente, al medico "idealista" che crede nella Cura e nel Rispetto.
Quando sento parlare Angelo con quelli che ritiene ancora i suoi colleghi, dire, nei suoi discorsi " Noi al Galliera". Quando glielo faccio notare mi risponde : " dopo 16 anni, mi viene spontaneo!" C'è tristezza nella sua voce, una tristezza profonda non dovuta di certo ai 16 anni.
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Sep 03, 2008
No Commentspotenza dei potenti………
POTENZA DEI POTENTI
Ieri 30.12.2006 è arrivata la SECONDA proposta di recesso per giusta causa nei confronti del Dott. Angelo Patrone, mio convivente.
Le festività ,noi purtroppo, non le abbiamno passate molto bene in quanto abbiamo dovuto prendere atto di DUE proposte di recesso, la seconda, pervenuta per raccomandata il 30/12/2006.
……il "caro, potente" primario dice con il tono del vittorioso :" sei stato licenziato a causa delle cause" (sic!) .Commento: La seconda proposta di recesso datata 22/12/2006 viene inviata dal Galliera in quanto non erano evidentemente sicuri che il Comitato dei Garanti approvasse la modalità di procedura per il licenziamento in quanto l'ente non produceva nessuna prova oggettiva. Di fatto il Dott.Patrone non è mai stato "pizzicato" da forze dell'ordine a far visite private alla Montallegro.
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Sep 03, 2008
No CommentsGenocidio?Un arte secolare
GENOCIDIO? UN'ARTE SECOLARE.
Al Segretario particolare S.E. Bagnasco.
Egregio Don Galli,
le invio questa mia ultima per ringraziarla del suo interessamento.
Purtroppo , come previsto, non ho avuto nessuna risposta o cenno di riscontro. Certo mi si dirà che monsignore ha tante cose importantissime da fare e che io e la mia famiglia, rispetto a questioni più urgenti ed importanti, non siamo collocati ad un livello di priorità interessante. Peccato però che quando penso alla mia famiglia non la riesco ad intendere come cosa o questione.
Mi hanno insegnato fin da piccolissima a rispettare i valori umani. Le mie insegnanti sono state le care "suorine" di un collegio alle quali ero stata affidata fin dai tre anni e quattro mesi di vita.Sono cresciuta all'ombra dei principi di un cristianesimo che non ho mai trovato nella vita pratica, che da un certo punto in poi ho vissuto come la più grande delle menzogne.
Ho scavato, letto, studiato, confrontato con altre dottrine il famoso ventilato messaggio cattolico cristiano. In teoria avevo avuto modo di rendermi conto dei vari poteri e del controllo( del tutto simile, in tutte le dottrine) che esercita la religione qualunque essa sia.
Adesso , finalmente, al mio attivo ne ho anche la constatazione pratica.
Come una stupida mi vado ripetendo come ho potuto credere, nello scrivervi, di poter trovare ascolto in una struttura che non ha mai esitato di macchiarsi del sangue di innocenti da che ha affermato il suo potere.
Mi scorrono davanti agli occhi i diecimila esseni croceffissi, spacciati per cristiani, i catari, ultimi rappresentanti degli zeloti-esseni, le vittime dei vari crociati e delle esaltazioni in nome di un piccolissimo "dio" ad uso e consumo dell'uomo, tutti i dannati a morte dell'inquisizione antica e moderna, gli indiani d'America. Sono milioni di persone che non hanno trovato conforto nel messaggio della chiesa cattolica, ma solo persecuzione e morte.
Chiedo perdono a loro di aver voluto credere fiduciosa in chi ancora oggi si veste con gli antichi abiti neri dei più profondi e convinti esoterici egizi, di coloro che usano le insegne dei faraoni e di Inshtar, che fanno uso di leggende antiche spacciandole come nuovi messaggi e avventi, che chiamano Mitra con un altro nome, che usano i solstizi e gli equinozi per fare festa, che hanno vietato in passato addirittura la lettura dei loro vangeli per evitare il risveglio, che ancora oggi spaventano e costringano alla fede con sensi di colpa e paura dell'inferno.
Però, se una "povera donna" ha capito tutto questo e molto altro ancora, non è lontano il tempo in cui tanti altri capiranno e non si fideranno e non si affideranno alla speranza di avere almeno una parola di conforto da chi non è degno di darne perchè non può, ma sopratutto non vuole.
Dica, per cortesia, al suo superiore, che la denuncia è stata depositata e che presto ve ne consegneremo copia
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Sep 03, 2008
No Commentsla procura tutela il cittadino…..
LA PROCURA TUTELA IL CITTADINO…
Gli esposti fatti dal Dott.A.Patrone non risultano essere mai stati depositati in Procura.
Interpellata la Guardia di Finanza a tal proposito e richiesto di mostrare il timbro di deposito, le risposte sono state evasive con ampie assicurazioni che le indagini erano in corso ( il primo esposto è del 27/11/2006!!!) e di rivolgerci al P.M.
Peccato che non vi sia alcun P.M. dato che alla Procura non risulta alcun deposito.
Noi riteniamo tutto questo gravissimo e facente parte di una logica "millenaria".Commento:Dopo circa due mesi e grazie alla gentilissima collaborazione di un Cancelliere siamo riusciti, facendo una ricerca dove il Galliera risultava essere la parte offesa, abbiamo saputo che gli esposti di Patrone erano stati assegnati al P.M. Francesco Pinto (P.M. di mensopoli) e stupore dello stupore……Angelo risultava indagato insieme ad altri 4 medici.Recentemente abbiamo appreso da fonti non ufficiali che gli esposti verrano archiviati e che sono risultati utili per mettere le cimici che hanno scatenato il caso mensopoli…..VIVA LA GIUSTIZIA!!!!
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Sep 03, 2008
No Commentstruffa al Galliera
GALLIERA: INDAGINI PER TRUFFA.
Risulta alla scrivente che presso il Dott. Pinto del Tribunale di Genova esiste una indagine per truffa e peculato nei confronti del Dott. Sandro Ratto, Dott. Simonetti e Dott.sa Bianchini.(Neurologia del Galliera)
Mi domando: come mai non è stato aperto alcun provvedimento disciplinare nei confronti di ben due sicuri dirigenti medici ed una dirigente ad "intermittenza" ( così definiti i medici che non hanno strutture fisse)?
Per quale motivo oscurissimo il rapporto di fiducia nei confronti dei tre non è venuto a mancare?
Suppongo che gli amministratori dell'ente ospedali Galliera non trovino motivi validi per avviare una procedura di licenziamento.Commento:Infatti i 3 godono di protezioni curiali che Patrone non ha. Non a caso i procedimenti verranno presto archiviati.


